CASTELLUCCIO:

IL BORGO
Inoltrandosi all'interno del paese, molto interessanti sono i caratteristici voltoni, i giardinetti aggrappati a terrazza e la Chiesa di Santa Maria Assunta, che fu costruita fra il 1660 e il 1690 mediante elargizioni e offerte della popolazione. All'entrata del paese si trova il Castello Manservisi, dalle linee fantasiose, tipico esempio di quella architettura "romantica" che fu di moda nell'ultimo trentennio del XIX secolo e agli albori del XX. Dopo essera stato anche una colonia per bambini, attualmente le sue sale ospitano un ristorante.
Castelluccio è anche un ottimo punto di partenza per splendide passeggiate nel verde: oltre alla sopracitata Madonna del Faggio, è possibile raggiungere il borgo di Tresana, il Rifugio di Montecavallo, i Prati del Piella, Pian dello Stellaio, il Mulino di Taccaia e molte altre località interessanti grazie alla rete di sentieri ben segnalati e mantenuti dalla locale Pro Loco e dal CAI Sezione Alto Appennino Bolognese.
Castelluccio sorge ai piedi del monte Piella, un’area di volo particolarmente adatta per deltaplani e parapendio il cui punto di partenza è raggiungibile in auto ad appena 4 km. dal paese.
Il paese è dotato inoltre di campo da tennis, campo da basket e campo di calcio gestiti dall’Associazione di volontariato Pro Loco “Il Faggio” che da diversi anni si dedica alla valorizzazione turistica dell’area.

MANIFESTAZIONI
Le maggiori iniziative si tengono ovviamente in estate. Le principali sono sicuramente la tradizionale Festa di Sant’Anna presso il Santuario della Beata Vergine del Faggio (26 Luglio), la manifestazione “Castelluccio in Fiore”(13 Agosto) e la tradizionale festa di Ferragosto nel Parco del Castello.
Anche in inverno comunque le iniziative non mancano, ad esempio, la cena di San Martino con cena e balli nei locali della proloco, la Tradizionale Festa di Babbo Natale per le vie del paese e le feste legate alla tradizione religiosa del paese.
 

Il salntuario Madonna Del Faggio

 Procedendo oltre il paese in direzione del piccolo borgo montano di Pennola e lasciata la strada asfaltata, ci si incammina per un sentiero molto agevole verso il Santuario della Madonna del Faggio, piccola e solitaria chiesa situata in una splendida e suggestiva faggeta attraversata da un rivo naturale. La tradizione vuole che l'immagine sia stata scoperta nel 1672 da un pastorello al quale la Beata Vergine espresse il desiderio di essere venerata in quel luogo e, ancora oggi, il 26 luglio di ogni anno si celebra una festa in suo onore. La nascita del Santuario vero e proprio è datata al 1722; inizialmente il suo nome era Madonna del Rio Scorticato, dalla località in cui era sorto. Esso si affermò fin dalle origini come importante centro di vita religiosa e di devozione; dal 1756 iniziò una tradizione analoga a quella bolognese della Madonna di San Luca: una processione per portare l'immagine sacra dal Santuario fino a Castelluccio. Una peculiarità della Madonna del Faggio era la presenza del cosiddetto 'romitto', un eremita che, risiedendo nella piccola canonica del Santuario, detta appunto romittorio, ne rappresentava il vero e proprio custode, controllando e preservando la chiesa da ogni possibile danno. Dal 1964 questa figura non esiste più.

Castello Manservisi


Il Castello di Manservisi è la principale eminenza architettonica di Castelluccio. L'edificio originario, che si può far risalire al XVI secolo, appartenne per qualche secolo alla nobile famiglia dei Nanni-Levera che lo alienò alla famiglia dei Manservisi nel secolo XIX. Un suo componente, Alessandro, modificò le sobrie linee di un edificio borghese della montagna bolognese, sostituendole con quelle più fantasiose del castello attuale, che presenta caratteri neo-gotici di sapore toscano. Egli coronò l'edificio con una merlatura a coda di rondine e addossò alla facciata ovest la torre di pianta circolare. Gli esterni dell'edificio sono un ottimo esempio di artigianato della pietra scolpita a mano, mentre belle opere degli artigiani del ferro battuto sono le grate, i lampioni, le mensole, gli anelli per legare i cavalli. Il corpo principale, che oggi ospita il ristorante, è costituito da quattro livelli divisi in sei saloni con pregevoli arredi d'epoca, affacciati su ampie terrazze merlate che dominano la sottostante vallata. MUSEO ETNOGRAFICO "LABORANTES" Il museo, in corso di totale riallestimento, offre ai visitatori un percorso espositivo centrato essenzialmente su due tematiche tese a documentare per segni e significati la vita della comunità locale: - esemplificazioni di arredi e arte sacra, con numerose testimonianze di devozione popolare quali le tavolette votive; - ricostruzione degli ambienti di vita domestica e del lavoro montanaro, con oggetti e strumenti appartenuti ad uomini che di quell'uso facevano la propria ragione di sopravvivenza. MANIFESTAZIONI Le maggiori iniziative si tengono ovviamente in estate. Le principali sono sicuramente la tradizionale Festa di Sant’Anna presso il Santuario della Beata Vergine del Faggio (26 Luglio), la manifestazione “Castelluccio in Fiore” e la tradizionale festa di Ferragosto nel Parco del Castello. Anche in inverno comunque le iniziative non mancano, ad esempio, la cena di San Martino con cena e balli nei locali della proloco, la Tradizionale Festa di Babbo Natale per le vie del paese e le feste legate alla tradizione religiosa del paese.

Museo Laborantes


Il MUSEO LABORANTES ha sede in un ex albergo dell’inizio del 900, trasformato successivamente – con l’intero castello – in colonia estiva per i bambini, ed infine – dopo il conferimento di una serie di beni delle parrocchie e dei privati – trasformato in museo e sede della pro loco il faggio. Grazie al lavoro della Pro loco il faggio molte persone e famiglie della zona hanno scelto di affidare al museo le loro raccolte private, per renderle patrimonio della collettività. Hanno così preso vita collezioni legate alla vita quotidiana del borgo di montagna e ai lavori più diffusi dell’appennino. L’ edificio deriva da un ex albergo dell’inizio del 900, una parte apparteneva al Castello Manservisi ed una parte era di proprietà privata di una famiglia Pranzini. I tre blocchi furono trasformati successivamente – con l’intero castello – in colonia estiva per i bambini. Finita l’esperienza della colonia il complesso è divenuto sede della “Pro loco il faggio” e del museo. Al piano terra, nel grande salone normalmente utilizzato per le attività della “Pro loco il faggio”vengono organizzati dibattiti e nei mesi estive mostre ed eventi. Il Museo Laborantes ha avuto il riconoscimento come Museo di Qualità da parte dell’ IBC (Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/ ). E’ un museo comunale, gestito dalla Pro Loco Il faggio e fa parte del BAM – Biblioteche Archivi Musei – Sistema Museale dell’ Alto Reno. Il B.A.M. è nato, nel 2004, per valorizzare le diverse identità storiche presenti nel territorio, e comprende, oltre al Museo LabOrantes, la Biblioteca di pubblica lettura del Comune di Porretta Terme, il Museo delle Moto e dei Ciclomotori DEMM sito all’interno dello stabilimento della DEMM e la ferriera Calvi-Chelotti

Terme di Porretta Terme

Terme di Porretta Terme

Le cure naturali delle Acque termali nel cuore dell'Appennino. La storia della stazione termale di Porretta è ultramillenaria vastissima e molto articolata. Per quanto riguarda l’epoca antica la maggior parte delle informazioni si desume indirettamente da scritti e resoconti di studiosi, estrapolando dati e notizie su vestigia di epoca classica scoperte nelle vicinanze delle sorgenti termali dei Bagni della Porretta, che ci tramandano notizie sull’esistenza e l’antichità d’uso delle acque curative in questa zona. terme-simbolo-leoneAbbiamo però anche una fonte diretta a testimonianza dell’esistenza di sorgenti termali almeno dall’età romana: si tratta del famoso mascherone raffigurante il volto di un leone, in passato simbolo delle Terme di Porretta. Questa effigie di marmo recuperata nel 1888 lungo il greto del Rio Maggiore viene fatta risalire al primo secolo della nostra era.




Cascata del Dardagna

Cascata del Dardagna

Dalle conche del Cavone, nasce il torrente Dardagna, due distinti rami lo formano, quello principale, a est, scende dal Corno alle Scale (m. 1945 slm) e quello secondario, a ovest, dal Monte Spigolino (m. 1827 slm), stretto dal Cengio Sermidiano, precipita poi con una serie di suggestivi balzi in una vallata dalla morfologia tipicamente fluviale, posta circa duecento metri più in basso. Questo imponente sistema di salti d'acqua è la meta ideale per una splendida e facile escursione. Raggiunto Madonna dell'Acero (m. 1195 slm) occorre imboccare la stradina sbarrata che si inoltra, a fianco del Santuario, all'interno di una abetaia di impianto artificiale. In questo primo tratto è possibile ammirare alcuni imponenti alberi. Questa prima zona boscata è dominata dall'Abete Bianco (Abies alba), cui sono compagni sporadici il Faggio (Fagus sylvatica) e, nelle posizioni più assolate, l'Acero di monte (Acer psudoplatanus). Interessante è poi la presenza sporadica di qualche esemplare di Agrifoglio (Ilex aquifolium), arbusto e talora piccolo albero sempreverde appartenente alle Aquifoliacee, altra specie del sottobosco è il Caglio a foglie rotonde (Galium rotundifolium), piccola ribiacea ben tollerante l'ombra, dalle foglie ovate e arrotondate.

Rocchetta Mattei

Rocchetta Mattei

Cesare Mattei nacque a Bologna l'11 gennaio 1809 da famiglia agiata, e crebbe a contatto con i massimi pensatori dell'epoca come Marco Minghetti, Antonio Montanari, Rodolfo Audinot e Paolo Costa. Nel 1837 fu uno dei fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna. Ricevette il titolo di Conte nel 1847 da papa Pio IX a fronte di una donazione terriera in quel di Comacchio, la fortezza di Magnavacca (ora Porto Garibaldi), che avrebbe aiutato lo stato pontificio a fermare l'avanzata austriaca. Venne nominato Deputato al Consiglio di arruolamento della Guardia Civica Bolognese con il grado di tenente colonnello e capo dello Stato Maggiore, carica che venne poi abbandonata in quanto eletto, nel 1848, deputato al Parlamento di Roma. La morte della madre nel 1844 lo provò duramente, se la prese in particolar modo con la medicina classica dell'epoca che, a suo dire, non seppe fare nulla per curare la madre ne per alleviarne il dolore che accompagnò la sua malattia. Per questo, lascita i rapporti sociali e la politica, si ritirò nella tenuta di Vigorso ed iniziò a studiare una "nuova medicina" che fosse maggiormente efficace. Nel 1850 acquistò i terreni dove sorgevano le rovine dell'antica rocca di Savignano e il 5 novembre dello stesso anno pose la prima pietra del castello che avrebbe chiamato "Rocchetta", dove si stabilì definitivamente a partire dal 1859 dirigendone...........................

Per maggiori informazioni: www.rocchettamattei-riola.it/
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PORRETTA TERME:

Porretta è un'oasi di benessere dell'Appennino Bolognese, al confine fra Emilia e Toscana.
La storia, le tradizioni e la millenaria cultura termale ne fanno una meta ideale per chi desidera godere dei molteplici aspetti della natura e un ottimo punto di partenza per suggestivi itinerari tra laghi e montagne, per lunghe passeggiate tra piccoli borghi e per bellissime escursioni nel verde.
Venite a scoprire Porretta Terme!
Il suo territorio, le sue attività economiche, i suoi eventi culturali, le sue proposte per il divertimento...
http://www.comune.porrettaterme.bo.it/html/eventi.htm
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PARCO REGIONALE DEL CORNO ALLE SCALE:

Istituito nel 1998, il parco, che si estende su una superficie di 4974 ettari e si trova nel comune di Lizzano in Belvedere, è uno dei più frequentati della provincia di Bologna, soprattutto in inverno, quando viene preso letteralmente d'assalto dagli sciatori (Alberto Tomba aveva eletto questa stazione sciistica come sede dei suoi allenamenti).

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BOLOGNA: 

Bologna è il capoluogo dell'Emilia Romagna. Conta circa 400.000 abitanti ed è situata nella pianura Padana, a 54 m sul livello del mare. Si fa risalire l'origine della città agli etruschi verso la fine del VI secolo a.C. che diedero alla zona in cui si insediarono il nome di Felsina. Il centro storico è medioevale, circondato da mura (di cui gran parte furono abbattute all'inizio del secolo per permettere lo sviluppo moderno della città), con le strade disposte a raggiera su una pianta originale romana a forma di quadrilatero. Sono numerosi e da vedere i monumenti tra cui occorre ricordare le due torri, degli Asinelli e Garisenda, e la basilica di San Petronio. Bologna è anche famosa per i suoi portici, lunghi in totale circa 40 chilometri, che rendono la città unica al mondo.
Essendo situata in un punto di comunicazione strategico ed essendo uno dei primi snodi ferroviari d'Italia, Bologna è un vivace centro commerciale. Molto attiva è anche l'attività fieristica e industriale, costituito soprattutto da piccole e medie imprese.
Grazie soprattutto alla presenza della più antica università al mondo, ma anche alla tendenza godereccia dei suoi abitanti, Bologna è uno dei centri culturali più importanti d'Italia e offre tutto quello che una persona può desiderare in fatto di divertimento.

Come arrivare

In auto:
Da Firenze: A1 (Napoli - Milano)
Da Milano: A1 (Milano - Napoli)
Da Venezia: A4 (Trieste - Torino) fino a Padova e poi A13 (Padova - Bologna)
Da Ancona: A14 (Taranto - Bologna)
Da Verona: A22 (Brennero - Modena) fino a Modena e A1 (Milano - Napoli)

Alcune distanze espresse in chilometri dalle maggiori città Italiane
Ancona 202Bari 661Brindisi 786Firenze 116
Genova 305L'aquila 481Livorno 189Milano 282
Napoli 587Palermo 1124Perugia 260Pescara 352
Roma 429Torino 359Trieste 334Venezia 158

In treno:
Bologna è lo snodo ferroviario più importante d'Italia; accedete al sito Internet delle Ferrovie dello Stato per calcolare il vostro percorso.

In aereo:
il sito dell'areoporto di Bologna dispone di innumerevoli servizi per il viaggiatore e la sua consultazione è molto semplice. Si può anche telefonare allo 0516479615 (aeroporto G.Marconi).

In pullman:
Bologna è collegata attraverso un servizio di trasporto con pullman molto efficiente anche a livello europeo. Visitate il sito dell'autostazione di Bologna per conoscere gli orari delle autolinee.

Storia e monumenti 

Note rilevanti sulla storia del capoluogo emiliano-romagnolo si possono far partire dall’età del bronzo, quando non ben definiti coloni indo-europei presero possesso di quest’area geografica facendo dell’agricoltura e della pastorizia la loro risorsa principale. Dall’età del ferro, con l’avvento della civiltà Villanoviana, si ha un primo grande sviluppo metallurgico. A partire dal VI secolo A.C, epoca dell’insediamento etrusco, Felsina, così veniva chiamata la città (nome latino di “Velzna”), sviluppa importanti comunicazioni commerciali con il bacino del Mediterraneo. Nel IV secolo A.C il dominio etrusco venne conteso dai Galli Boi i quali, insediandosi, portarono la cultura dell’allevamento del maiale, tuttoggi ancora viva. A costoro successero i romani e Felsina diventò Bononia. La dominazione dei capitolini durò fino al III Secolo D.C, periodo di crisi dell’Impero romano che permise ai Longobardi di insediarsi e portare alla città un cospicuo sviluppo culturale e urbanistico. Fu sotto il loro dominio infatti che nel 1088 venne costruita la prima università che portò Bologna ad essere il primo grande centro di studi in Europa, richiamando a sé numerosi scienziati e letterati. Al seguito di un incremento della popolazione, nel tardo medioevo, la città venne resa urbanisticamente più efficiente, facilmente percorribile con i mezzi dell’epoca. Da qui la costruzione dei famosi portici che rendono Bologna una città unica al mondo. A un forte sviluppo economico attribuito all’università, si associa nel XV Secolo un’esplosione della lavorazione tessile, grazie anche a uno dei più efficienti sistemi di rifornimento idrico al mondo. Con l’entrata nello Stato pontificio nel XVI secolo, Bologna roccaforte del papa divenne un centro importante di divulgazione cattolica; è in questo periodo infatti che vennero costruite e restaurate numerose chiese. Nel 1796 la città divenne capitale della Repubblica Cisalpina, fondata da Napoleone. Nel corso del secolo ‘800 Bologna subisce un forte ampliamento urbano e diventa la seconda città del Regno. Nel corso del ‘900 il capoluogo è teatro di duri scontri, ai margini della tristemente nota Linea Gotica, e, il 21 Aprile 1945, soccombe agli alleati che entrano vittoriosi nella città.

I monumenti principali
Di seguito vengono presentati i principali monumenti di Bologna, che consigliamo vivamente di visitare.

Le due torri
Le due torri sono uno dei simboli più famosi di Bologna. La Garisenda, pendente da un lato, si inclinò a causa di un cedimento del terreno nel XIV secolo, ma a tuttoggi si può tranquillamente ritenerla stabile ed in perfetto equilibrio nei suoi 48 metri. La Torre degli Asinelli, la più alta, fu costruita nel XII secolo. Nel XIV secolo fu accorciata fino all'altezza attuale, che è di circa 98 metri. La torre poggia tuttora su solide basi di selenite.
Le due torri si raggiungono da via Ugo bassi e via Rizzoli, da via Santo Stefano, da via Zamboni, Strada Maggiore e via Castiglione. A partire da Piazza Maggiore, portarsi verso Piazza Re Enzo (la piazza antistante l'entrata di San Petronio) e svoltare a destra in via Rizzoli. Dalla stazione si raggiungono percorrendo tutta via Indipendenza fino in fondo dove occorre svoltare a sinistra in via Rizzoli. L'entrata è aperta al pubblico solo per la torre Asinelli (la Garisenda non è visitabile) dalle 9.00 alle 18.00 in estate e dalle 9.00 alle 17.00 in inverno; il costo della visita è di € 3,00.

La fontana del Nettuno 
Detta anche Fontana del Gigante, la grande statua di bronzo del Dio del mare è considerata una fra le più belle fontane cinquecentesche. Situata tra il Palazzo Comunale e Palazzo Re Enzo, fu progettata nel 1563 dall'architetto T. Laureti, mentre le sirene da cui sgorgano gli zampilli d'acqua furono disegnate dal Gianbologna nel 1566. Le quattro vasche in marmo poste ai lati della statua furono costruite nel 1604. La fontana è un punto di ritrovo fondamentale per tutti i bolognesi non solo come riferimento, ma anche come luogo in cui sostare in compagnia.
La fontana si trova di fianco a piazza Maggiore nell'omonima piazza. Dalla stazione dei treni basta imboccare via Indipendenza e percorrerla tutta fino a trovarsela di fronte.

La basilica di San Luca
L'immagine della Madonna di San Luca nacque quando il 25 Maggio del 1194 fu posta la prima pietra. Si narra che nel 1433 l'immagine sacra della Madonna, sin da allora sempre venerata, scese in città e con una sorta di grazia pose fine ad un lungo periodo di pioggia che stava devastando gli abitanti. Da allora, ogni anno, la Madonna di San Luca scende dal monte della Guardia, il monte su cui è costruita la basilica, e ancora oggi costituisce un momento di forte religiosità dei cittadini bolognesi. Il santuario della chiesa come appare oggi fu costruito intorno al 1750 e nel corso degli anni è stato sottoposto a diversi interventi di restauro. La cupola domina letteralmente la città e da ogni punto di Bologna la si può osservare con i suoi numerosi portici che si arrampicano sul colle fino a raggiungerla. I 666 portici, che partono da Porta Saragozza e arrivano direttamente al santuario, furono costruiti nel 1676. I portici di Bologna si estendono per 40 chilometri e rendono la città unica al mondo. Da qualsiasi parte si provenga verso la città di Bologna, si riesce a vedere, anche da grande distanza, la basilica che testimonia l'imminente arrivo nel capoluogo emiliano-romagnolo.
Per arrivare a San Luca da Piazza Maggiore occorre prendere l'autobus numero 20 da Piazza Re Enzo e scendere in via Saragozza all'altezza di villa Spada; qui prendere la navetta che porta direttamente alla Basilica. Il nostro consiglio è quello di scendere dall'autobus 20 all'altezza dell'arco del Meloncello (la sesta fermata a partire da Porta Saragozza) e da qui salire a piedi verso la basilica attraverso i suggestivi portici.

La basilica di San Petronio 
La chiesa di San Petronio, la quinta chiesa al mondo in ordine di grandezza, fu costruita molto lentamente nell'arco degli anni. Fu incominciata Il 26 febbraio 1390 per ordine del Comune. Si iniziò dalla facciata sulla piazza principale della città (Piazza Maggiore), ma solo nel 1479 fu terminata la costruzione delle ultime cappelle. La realizzazione della chiesa fu al centro di molte polemiche e molti fra architetti e artisti si contesero il progetto della realizzazione finale della facciata. Il portale maggiore presenta bassorilievi scolpiti da Jacopo della Quercia. Cassini, nel 1655, progettò la meridiana che si trova all'interno. A tutt'oggi la chiesa rimane inconclusa.
L'accesso principale della chiesa è in Piazza Maggiore, ma si può accedere anche da Piazza Galvani di fronte alla biblioteca dell'Archiginnasio.

La cattedrale di San Pietro 
Forse non tutti sanno che il vero duomo di Bologna non è San Petronio, ma San Pietro. La Cattedrale di San Pietro, che risale al 910, è stata più volte restaurata e modificata nel corso dei secoli. San Pietro è sempre stato il simbolo del potere centrale (Bologna era la seconda città dello Stato Pontificio).
La cattedrale si trova in via Indipendenza ed è facilmente raggiungibile in breve tempo dalla stazione dei treni.

Piazza di Santo Stefano
Nota anche come "piazza delle Sette Chiese", è una delle piazze sicuramente più affascinanti e romantiche di Bologna. Di modeste dimensioni la piazza rappresenta un punto di incontro abituale per i cittadini. La bellezza degli edifici non passa inosservata. Il nucleo originale fu edificato nel VIII sec. su un tempio pagano dedicato ad Iside. È qui che sono custodite le spoglie di S. Petronio.
Per arrivarci da Piazza Maggiore basta percorrere via Rizzoli fino ai piedi delle due torri, quindi voltare a destra dove si trova Piazza della mercanzia e imboccare sulla sinistra Via Santo Stefano.

Musei 

In questa sezione potete trovare i principali musei di Bologna, in rigoroso ordine alfabetico. Per ciascuno vi forniamo, oltre all'indirizzo e a una breve descrizione, anche il telefono e il sito Web (qualora ci siano) in modo che possiate chiedere maggiori informazioni se ne aveste la necessità.

Archiginnasio (Teatro Anatomico) 
Il Teatro Anatomico, costruito nel 1637 come luogo per l'insegnamento dell'anatomia mediante la dissezione dei cadaveri, è situato nel Palazzo dell'Archiginnasio. Questo, edificato nel 1563 e sede dell'Ateneo bolognese fino al 1803, è oggi un'importante biblioteca di conservazione.
Piazza Galvani, 1 Tel +39 051276811
Palazzo e Teatro Anatomico: dalle 9.00 alle 18.45 (dal lunedì al venerdì), dalle 9.00 alle 13.45 (sabato)
Sala dello Stabat Mater: dalle 9.00 alle 13.00 (dal lunedì al sabato)
Chiuso domenica e festivi - Ingresso gratuito - www.archiginnasio.it

Gam 
La Galleria d'arte moderna di Bologna presenta un'intensa attività sia per quel che riguarda le mostre sia per la didattica.
Piazza Costituzione, 3 - Tel +39 051502859
Dalle 9.00 alle 19.00 (dal martedì alla domenica)
Dalle 13.00 alle 19.00 (lunedì)
Ingresso 7,50 € / ridotto 5,00 € - www.galleriadartemoderna.bo.it

Museo Civico Archeologico
Ha sede nel centralissimo Palazzo Galvani, già Ospedale della Morte. Il suo patrimonio è costituito dalle ricchissime raccolte di materiali che documentano l'archeologia bolognese dalla preistoria all'età romana e dalle collezioni etrusca, greca, romana, numismatica e dalla sezione egiziana, una delle più importanti d'Europa.
Via dell'Archiginnasio, 2 - Tel +39 051233849
Dalle 9.00 alle 18.30 (dal martedì al sabato)
Dalle 10.00 alle 18.30 (domenica e festivi infrasettimanali)
Chiuso i lunedì non festivi, 1° maggio, Natale e Capodanno.
Ingresso 4,00 € / ridotto 2,00 € - www.comune.bologna.it/Musei/Archeologico

Museo Civico del Risorgimento
Espone dipinti, armi, uniformi, bandiere, manifesti, opuscoli e oggetti patriottici relativi soprattutto alla storia bolognese dal 1796 al 1918.
Piazza Carducci, 5 - Tel +39 051347592
Dalle 9.00 alle 13.00 (dal martedì alla domenica)
Dalle 9.00 alle 17.00 (giovedì)
Chiuso il lunedì e festivi infrasettimanali
Ingresso 2,50 € / ridotto 1,25 € cumulativo con Casa Carducci
www.iperbole.bologna.it/iperbole/museorisorgimento/

Museo Civico Medievale
Ha sede in Palazzo Ghisilardi-Fava, edificato alla fine del Quattrocento. Conserva raccolte di sculture medievali, armi, avori, vetri, bronzi e codici miniati. Attraverso il Museo è possibile accedere alle sale del piano nobile di Palazzo Fava affrescate dai Carracci.
Palazzo Ghisilardi-Fava, Via Manzoni, 4 - Tel +39 051203930/051203916
Dalle 9.00 alle 18.30 (dal martedì al sabato)
Dalle 10.00 alle 18.30 (domenica e festivi)
Chiuso i lunedì non festivi, Natale e Capodanno e 1° maggio.
Ingresso intero 4,00 € / ridotto 2,00 € - www.comune.bologna.it/iperbole/MuseiCivici/

Museo di Antropologia
Documenta lo sviluppo dell'uomo e delle culture preistoriche attraverso collezioni di crani, parti scheletriche, modelli relativi ai primati, ai preominidi e ad antiche popolazioni italiche.
Via Selmi, 3 - Tel +39 0512094191/0512094196
Dalle 9.00 alle 13.00 (dal lunedì al venerdì)
Chiuso il sabato, festivi, dal 15/6 al 15/9
Ingresso gratuito - www2.unibo.it/musei-universitari

Museo di Fisica
Raccoglie collezioni di strumenti fisici, materiali didattici e di laboratorio, dal Seicento a oggi.
Via Irnerio, 46 - TEL: +39 0512091169/0512091099
Attualmente chiuso per ristrutturazione - www.df.unibo.it/museo/welcome.htm

Museo di Mineralogia "L. Bombicci"
Il museo è organizzato in numerose collezioni tra cui spiccano le raccolte di Mineralogia Sistematica, Mineralogia Regionale, Minerali Fluorescenti, Meteoriti, Ambre, Pietre Dure e Preziose.
Piazza di Porta San Donato, 1 - Tel +39 0512094926
Dalle 9.30 alle 13.00 (dal lunedì al sabato) - Chiuso i festivi e agosto
Ingresso gratuito - www.geomin.unibo.it

Museo di Zoologia
Espone animali imbalsamati e conservati con tecniche diverse, provenienti da collezioni acquisite dal XVI secolo ad oggi.
Via Selmi, 3 - Tel +39 0512094140/0512094248/051251723
Dalle 9.00 alle 18.00 (dal lunedì al venerdì)
Dalle 10.00 alle 17.00 (sabato e domenica fino al 24-12-2003)
Chiuso: festivi - Ingresso gratuito - www2.unibo.it/musei-universitari/

Museo Ducati
Il museo nasce dall'esigenza di ripercorrere il cammino che ha portato la Ducati a diventare un marchio leggendario. L'esposizione, articolata in nove sezioni, presenta le moto più importanti di oltre cinquant'anni di storia motociclistica, insieme a materiali d'epoca come progetti, parti meccaniche, foto e filmati.
Via Cavalieri Ducati, 3 - Tel +39 0516413111
Ore 11.00 e ore 16.00 (dal lunedì al venerdì; solo su prenotazione)
Dalle 9.30 alle 13.00 (sabato; su prenotazione per gruppi numerosi)
Chiuso la domenica, agosto, festività pasquali e natalizie
Ingresso gratuito - www.ducati.com

Museo Ebraico
È nato con l’obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio culturale ebraico che fa riferimento a Bologna e all’Emilia Romagna. L’esposizione permanente ha per tema l’identità ebraica dal Medioevo ai nostri giorni; è fornito di un centro di documentazione costituito da una ricca biblioteca specializzata e da una postazione informativa collegata ad analoghe strutture museali di tutto il mondo.
Via Valdonica, 1/5 - Tel +39 0512911280
Dalle 10.00 alle 18.00 (dalla domenica al giovedì)
Dalle 10.00 alle 16.00 (venerdì)
Chiuso: sabato e festività ebraiche
Ingresso 4,00 € / ridotto 2,00 € - www.museoebraicobo.it

Museo Morandi
Espone la più ricca collezione di opere di Giorgio Morandi tra dipinti, disegni, acquerelli e acqueforti. È anche possibile visitare la ricostruzione dello studio del pittore, la sua biblioteca e la sua collezione d'arte antica.
Palazzo del Comune, Piazza Maggiore, 6 - Tel +39 051203646/051203332
Dalle 10.00 alle 18.00 (dal martedì alla domenica)
Chiuso i lunedì non festivi, Capodanno, 1° maggio e Natale
Ingresso intero 4,00 € / ridotto 2,00 € - www.museomorandi.it

Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna 
Raccoglie riproduzioni tridimensionali di celebri opere d'arte dall'antichità classica alla contemporaneità, con lo scopo di rendere accessibile anche ai non vedenti e agli ipovedenti la conoscenza dell'arte.
Via Castiglione, 71 - Tel +39 051332090
Dalle 09.00 alle 18.00 (venerdì)
Dalle 09.00 alle 13.30 (sabato)
Visite su prenotazione - Ingresso gratuito - www.cavazza.it  (sezione “Toccare l'Arte”)

Orto Botanico ed Erbario
Uno dei più antichi d'Europa, l'erbario conserva collezioni di piante essiccate dal sedicesimo secolo in poi.
Via Irnerio, 42 - Tel +39 0512091280/0512091304/0512091299
Ore 9.00, 10.30, 12.00 (dal lunedì al venerdì)
Ore 15.30 e 16.30 (martedì e giovedì)
Ingresso gratuito - www2.unibo.it/musei-universitari/

Palazzo Poggi: Museo di Anatomia Umana, Museo di Storia Naturale, Museo Ostetrico "G.A. Galli
Il complesso di Palazzo Poggi comprende gli antichi laboratori del settecentesco Istituto delle Scienze, voluto da Luigi Ferdinando Marsili.
Palazzo Poggi, Via Zamboni, 33 - Tel +39 0512099398/0512099610
Dalle 9.00 alle 16.00 (dal lunedì al sabato)
Dalle 10.30 alle 15.30 (domenica e festivi)
Ingresso gratuito - www2.unibo.it/musei-universitari/

Pinacoteca Nazionale
Ospita una importante collezione di dipinti delle scuole bolognesi ed italiane, dal secolo XIII al XVIII (Vitale, Giotto, Cossa, Raffaello, i Carracci, Reni, ecc.). Nelle Sale delle Belle Arti, sede per esposizioni e attività formative, è ospitata una raccolta di materiali per la storia dell'Accademia di Belle Arti.
Via Belle Arti, 56 - Tel +39 0512099398/0512099610
Dalle 9.00 alle 19.00 (dal martedì alla domenica)
Chiuso il lunedì - Ingresso 4,00 € - www.pinacotecabologna.it

Specola e Museo di Astronomia
Nella Specola, luogo anticamente usato per le osservazioni astronomiche, si possono osservare i più importanti strumenti degli astronomi bolognesi, dal 1704 ai primi dell'Ottocento .
Via Zamboni, 33 - Tel +39 0512099360
Ore 9.00, 10.30, 12.00 (dal lunedì al venerdì)
Ore 15.30 e 16.30 (martedì e giovedì)
Ingresso gratuito - www.bo.astro.it/dip/Museum/

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